Fotografare reperti archeologici con raffigurazioni umane fa sempre una certa impressione perché, se ci pensate, non sono altro che ritratti, più o meno fedeli, fatti in pietra, legno… Quindi immortalandoli non si fa altro che fotografare un ritratto, che in fin dei conti è quella persona vissuta centinaia o migliaia di anni fa. E la fedeltà conta ben poco, perché tuttalpiù ad essere stata ritratta è la versione stereotipata dell’uomo o della donna di un’altra epoca.

Ho scattato questi 12 ritratti al Museo Egizio di Torino.