Dopo averla toccata con mano e col cuore, credo che quando dici di essere stato in Tunisia devi necessariamente specificare quale. Queste foto vogliono narrarle entrambe, perché in fondo durante questa settimana io l’ho vissuta così.
C’è la Tunisia degli alberghi a cinque stelle, del lusso, la nuova frontiera dell’all inclusive, quella che senti quando entri nei maestosi alberghi del deserto o del lungomare di Hammamet. Poi l’altra, dove per forza ti devi accorgere del grande distacco fra la vita del visitatore e quella del tunisino. Purtroppo di quest’ultima ho potuto osservare solo la parte che può vedere un turista di fretta. Avrei voluto addentrarmi nei quartieri periferici e nei meandri più interni delle medine, ma il giro era organizzato, il tempo era poco e non avevo scelta.
In un momento in cui l’occidentalizzazione ed il made in China si espandono a macchia d’olio, anche nei posti e nelle bancarelle che ho incontrato, qualcosa di autentico è rimasto e penso che lotterà per rimanere.
Credo che ricorderò la Tunisia come la terra del colore e del calore, in cui è rarissimo pensare in bianco e nero. I volti, il paesaggio, il cibo e tutto il resto, sono colore puro.