mari

Il mare vissuto, il mare immaginato. Il mio luogo etereo dove perdersi, purificarsi, ricordare, sognare, partire, tornare.

In queste foto c’è una vita di osservazione, di passeggiate, di tuffi con gli amici e nuotate con i nonni. Chi mi conosce quindi sa che è il “mio” mare: quello in cui ho imparato a nuotare, a camminare fra gli scogli, quello che raggiungevo in bicicletta per conquistare la mia libertà o da guardare per ore stando a parlare.

Tuttavia, vorrei che fosse il mare di tutti. Ognuno di noi ha bisogno di orizzonti, di scogli da cui tuffarsi per liberare la mente, di un fulmine, di una sedia per fermarsi, di un incontro casuale, di alberi senza fine, di una breccia nel muro che ti mostra l’infinito.

mari

Il mare vissuto, il mare immaginato. Il mio luogo etereo dove perdersi, purificarsi, ricordare, sognare, partire, tornare.

In queste foto c’è una vita di osservazione, di passeggiate, di tuffi con gli amici e nuotate con i nonni. Chi mi conosce quindi sa che è il “mio” mare: quello in cui ho imparato a nuotare, a camminare fra gli scogli, quello che raggiungevo in bicicletta per conquistare la mia libertà o da guardare per ore stando a parlare.

Tuttavia, vorrei che fosse il mare di tutti. Ognuno di noi ha bisogno di orizzonti, di scogli da cui tuffarsi per liberare la mente, di un fulmine, di una sedia per fermarsi, di un incontro casuale, di alberi senza fine, di una breccia nel muro che ti mostra l’infinito.